Le origini millenarie

Il castello di Moncrivello, dimora prediletta della duchessa Jolanda, è una fortificazione medievale, che affonda le sue origini nell’anno Mille, situato in posizione strategica, trasformata nel Quattrocento in una raffinata residenza nobiliare.
Dalle sue ampie terrazze si gode un magnifico panorama che spazia su due versanti – unico castello del Canavese – ad occidente verso l’anfiteatro morenico, l’ imbocco della Valle d’ Aosta e le montagne; ad Oriente, a perdita d’occhio verso la piana vercellese e novarese e le propaggini del Monferrato.
Questa è la chiave per comprendere l’essenza della storia che vide alternarsi personaggi che fanno parte della storia nazionale ed europea.

Il borgo di Moncrivello (Moncravellum), è citato in un documento del 1152 da Federico I il Barbarossa che ne confermò l’investitura alla Chiesa di Vercelli, della quale il suo maggiore esponente fu il cardinale Guala Bicchieri, artefice della Magna Carta nella lontana Inghilterra (1215).
Nel 1243 il Vescovado ed il Comune di Vercelli (guelfi) furono costretti a cedere il castello ai marchesi del Monferrato (ghibellini), eroici combattenti alle Crociate e strettamente imparentati con l’imperatore di Costantinopoli.
La signoria vescovile sul castello continuò nel Trecento, per mano dei principi Fieschi di Genova, i quali ebbero ben due Papi nella loro famiglia.
I Moncrivellesi, nel 1399, con un colpo di mano, assalirono la rocca e fecero atto di dedizione al conte Amedeo VIII di Savoia: egli divenne duca, emanò gli “Statuta Sabaudiae”, fondò l’Ordine Mauriziano, e fu eletto addirittura papa, dal concilio scismatico di Basilea.

stampa rappresentante la duchessa Jolanda di Valois

Il castello delle tre duchesse

I Fieschi solo verso il 1450 lo cedettero definitivamente ai Savoia.
È l’inizio dell’età dell’oro del castello che diventa la dimora di ben tre duchesse di Savoia.
La più illustre fu Jolanda di Valois, moglie di Amedeo IX di Savoia. Era figlia di Carlo VII di Francia, il cui regno fu salvato da Giovanna d’Arco, e sorella di Luigi XI, il re che unificò la Francia come nazione.
Jolanda, nella sua lungimiranza, fece costruire il Naviglio di Ivrea, opera grandiosa, tant’ è vero che venne a visionarla Leonardo da Vinci, e ne fece un disegno raccolto nel Codice Atlantico. I redditi derivanti dai numerosi mulini, erano versati a beneficio del castello, il quale le fu donato dal marito in ringraziamento per la costruzione del Naviglio.
La duchessa trasformò l’austera fortezza di Moncrivello, in residenza signorile, donandogli quell’impronta rinascimentale che la ingentilì; vennero aggiunti lo scalone elicoidale, il porticato a tutto sesto ed il balcone, le finestre ornate con cornici in cotto, i merli dei muri di cinta e i soffitti a cassettoni che si sono conservati fino a noi.
Jolanda si spense nell’amato castello il 28 Agosto 1478.
Nella primavera del 1485 il duca Carlo I, figlio di Jolanda, scelse la splendida dimora per ricevere la giovane sposa, duchessa Bianca di Monferrato, che nei difficili anni successivi, lo volle per sé come appannaggio vedovile.
Beatrice del Portogallo ebbe in dono il castello di Moncrivello dal marito Carlo II “Il Buono” e sempre si adoperò nel prestare i suoi buoni uffici in favore del ducato di Savoia, presso il cognato, l’imperatore Carlo V di Spagna. Lasciò il castello di Moncrivello al figlio, il valoroso Emanuele Filiberto, che nel 1565 elevò il feudo di Moncrivello a marchesato e lo cedette al suo capitano di ventura, Cesare de Maio, già comandante delle truppe pontificie di Pio IV.

salone ducale del castello a moncrivello

Dal marchesato ai giorni nostri

Nel Seicento, oppresso da guerre tra Francesi e Spagnoli, il castello salvò il paese di Moncrivello dal saccheggio, cacciando gli Spagnoli (1652).
In quel secolo i possessori del castello furono quasi tutti uomini d’ armi, tra cui Carlo Emanuele Giacinto marchese di Pianezza e luogotenente di Madama Cristina di Francia.
Nel 1692 il castello viene acquisito tramite matrimonio dalla famiglia del Carretto Gorzegno, di nobile stirpe Aleramica, che lo possedette fino al 1972, ma con una fase di abbandono anche dovuta ad un incendio che distrusse parzialmente la struttura.

La nuova proprietà ha intrapreso onerosi lavori di restauro conservativo dell’edificio, già monumento nazionale nel 1908, entrato a far parte del patrimonio nazionale dei Beni Culturali con il rinnovo del vincolo nel 1936 e nel 1993, quando tale vincolo fu esteso alla fascia adiacente del borgo medievale.
Il sito conserva alcune parti della struttura più antica: come per esempio il “maschio” trecentesco, di forma quadrangolare, con caditoie e finestra dalla graziosa cornice in cotto, attraversato da un passo carraio a volta gotica; la torre di ponente a pianta semicircolare sovrastata da merli.
L’edificio è difeso da una duplice cerchia di mura merlate con cammino di ronda.
E’ formato da un nucleo centrale raccordato alle due antiche torri, è a due piani collegati dalla armoniosa scala elicoidale in mattoni, e comprende i saloni per le manifestazioni a piano terreno e le sale museali sovrastanti, arredate e, quasi tutte, con soffitto a cassettoni e con il camino in cotto del XV secolo.
Il castello è ben descritto da un documento del Cinquecento conservato presso la Biblioteca Reale: “ha bellissima prospettiva. Si vedano da esso castello le città di Ivrea, Vercelli, Torino, Novara e Casale. Ha saluberrimo aere …. “ .
La posizione privilegiata, l’affascinante architettura romanica con elementi rinascimentali, lo rendono luogo di cultura per eventi alla riscoperta delle radici e delle tradizioni del territorio; luogo di gioia per cerimonie e feste; luogo di quiete per il soggiorno in foresteria, luogo di elaborazione di idee per la tutela dell’ambiente, per l’agricoltura biologica, la canapa, la salute e per una visione del mondo etica e sostenibile.

Aperto al pubblico dal 1996, è visitabile tutto l’anno su prenotazione.

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Castello di Moncrivello location per eventi